Letteralmente significa "non avere le parole per le emozioni".

L'alessitimia può essere definita, infatti, come la mancanza di parole per esprimere le emozioni. Si manifesta nella difficoltà a identificare e descrivere i propri sentimenti e a discriminare tra stati emotivi e sensazioni corporee. Molti pazienti psicosomatici mostrano un'evidente difficoltà a verbalizzare le proprie emozioni.

In forme particolarmente gravi può influenzare lo sviluppo di caratteristiche comportamentali e psicologiche come l'arresto e il deterioramento dell'apprendimento sociale, una tendenza a usare l'azione fisica diretta o canali corporei di espressione, dipendenza e passività, modi infantili di pensare, il ricorso all'imitazione, una coscienza morale estremamente rigida, aspirazioni elevate e irrealistiche ed un grado eccessivo di conformismo sociale.
In questi soggetti si osserva spesso una quasi totale assenza di empatia e, anche se hanno attacchi di rabbia o di pianto, difficilmente sono capaci di collegare tali fenomeni a stati emotivi.

Benché a prima vista sembrino persone che si adattano alla società, specialmente per la loro difficoltà a lamentarsi delle proprie condizioni, ad un esame più attento risultano evidenti i loro limiti e la difficoltà ad avere relazioni costruttive con gli altri. Questa condizione li penalizza nella realizzazione professionale e in quella familiare, dove spesso assumono forme di relazione di dipendenza.

Alcuni studiosi hanno suggerito che possa esistere uno specifico ambiente sociale ed evolutivo che inibisce l'espressione emotiva, ipotesi che sembra confermata dalla presenza di un numero maggiore di uomini alessitimici rispetto alle donne: agli uomini più che alle donne si insegna a esprimere poco le proprie emozioni e a sviluppare capacità legate più alla vita pratica e lavorativa che alla sfera affettiva.

Quando un genitore non riesce mai, per assenza o incapacità, a mostrare empatia con una particolare gamma di emozioni del bambino – gioia, pianto, bisogno di essere cullato – questi comincia a evitare di esprimerle e forse anche di provarle. In questo modo numerose emozioni cominciano a essere cancellate dal repertorio delle relazioni intime, soprattutto se durante l'infanzia continuano a essere scoraggiate.

Secondo molti autori, i soggetti alessitimici mostrerebbero:

  • difficoltà a discriminare le emozioni le une dalle altre e a distinguerle dalle sensazioni somatiche;
  • un vocabolario emotivo limitato, associato a problemi nel comunicare le proprie emozioni agli altri;
  • uno stile cognitivo orientato all'esterno.

Tali caratteristiche ci avvicinano molto al concetto di soggetti anassertivi.