La terapia cognitivo comportamentale interviene in ogni fase della crisi fornendo le abilità che permettono di gestire tutti gli aspetti del panico.
La prima cosa da sapere e tenere ben presente è che, per quanto terribili siano i sintomi, in realtà sono innocui.
Un attacco di panico non può causare problemi o arresti cardiaci, non vi farà soffocare o smettere di respirare, non vi farà svenire (eccetto nei rari casi di fobia del sangue), non vi farà perdere l'equilibrio, non cadrete mentre state camminando anche se vi sentite le "ginocchia molli" e, cosa principale, non si impazzisce e non vi farà "perdere il controllo di voi stessi".
Un percorso terapeutico permette di ristrutturare queste credenze, gestire i sintomi attraverso le tecniche di rilassamento e di esposizione ed infine – la cosa più importante – avere un rapporto più fluido con le nostre emozioni, imparando ad accettarle e valorizzarle come parte di noi e non come nemici da combattere.
In genere pochi incontri forniscono immediati vantaggi nella gestione degli attacchi di panico.
In ogni caso, se non avete iniziato un percorso terapeutico, è importante tenere presenti alcuni consigli per affrontare la crisi:
- Cercare di combattere un attacco di panico significa aumentarne gli effetti. Una volta accettata l'idea che non può farvi del male, è importante che impariate a lasciare che "l'onda" del panico passi, piuttosto che remare contro.
- Se riuscite a riconoscere i sintomi iniziali, trovate un posto che vi dia sicurezza; se siete in un luogo affollato trovate un angolo protetto o una panchina. Ciò non significa scappare, ma solo prepararvi ad affrontare l'attacco nel modo migliore.
- Confidatevi con una persona a voi vicina, spiegando e anticipando cosa succederà: otterrete il risultato di tranquillizzare voi stessi.
- Muovetevi o cominciate a fare attività fisica, concentratevi sul presente, utilizzate la respirazione addominale lenta.